PILLOLE DI ALCUNI SAGGI DI SILVANA
Jorge Luis Borges
(Buenos Aires, Argentina 1899 – Ginevra, Svizzera, 1986)

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“Jorge Luis Borges, come è noto, ha ricevuto enormi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Cervantes e il titolo di Dottore Honoris Causa da più di dieci tra le principali università del mondo. L’esuberanza della sua immaginazione e la presenza della sua caratteristica componente fantastica sono sempre espresse in un inconfondibile stile conciso. Gli aggettivi nelle sue poesie sono scarsi, ma sempre cruciali per le indagini sulla condizione umana. Molte delle sue magnifiche poesie ruotano attorno a figure storiche o filosofiche e ad autori letterari, spesso con versi dal tono epico impeccabile che scuotono il lettore con le loro risonanze metafisiche. (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “L’intellettuale-metafisico e l’intenso nella poesia di Borges”.
Diana Bellessi
(Zavalla, Santa Fe, Argentina, 1946)

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“Diana Bellessi è una delle poetesse argentine più lette oggi nel suo Paese. Ha ricevuto molti riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale di Poesia. Nella sua opera spesso si articolano il dettaglio singolare (un oggetto, una persona o le sue caratteristiche, un’azione, una percezione) e il crogiuolo di culture americane. Il suo lavoro, scritto in spagnolo del Rio de la Plata, dà voce a linguaggi, miti, simboli e significati di memorie collettive dei diversi gruppi comunitari in America. In Bellessi l’utopia sociale è motore di una poetica di inclusione delle diverse minoranze (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “Dal dettaglio soggettivo alla memoria sociale nella poesia di Diana Bellessi”.
Pablo Neruda
(Parral, 1904/infanzia in Temuco, Cile – Santiago, Cile 1973)
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“Pablo Neruda, premio Nobel per la letteratura, come è noto, è riconosciuto internazionalmente come uno dei più grandi creatori della poesia mondiale contemporanea. Sintetizzando in modo inevitabilmente schematico, si possono indicare fasi (alcune rivisitate) con particolari segni stilistici: di grande lirismo amatorio, di espressione intimista ed ermetica, di impegno storico-politico e di tono eroico, di poetica di elogio del mondo materiale e, nella fase finale della sua produzione, di marcato tono autobiografico. Una costante in tutte le fasi indicate è il suo immaginario poetico permeato dal rapporto viscerale e mitico con la forza della natura sudamericana, soprattutto del sud del suo Cile natale. (…) ”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “Emozione, natura e convinzioni travolgenti nella poesia di Pablo Neruda”.
Gabriela Mistral
(Vicuña, Cile, 1889 – New York, Stati Uniti, 1957)
“Gabriela Mistral è l’unica donna in tutto il mondo ispanico ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura. La retorica biblica, la letteratura per bambini e la natura risuonano spesso nella sua poesia. I suoi temi ricorrenti sono: l’amore, l’abbandono, la maternità, l’educazione e la sofferenza della vita contadina. Nei suoi ultimi libri, oltre alla sempre presente natura cilena, predominano sprazzi di bilanci di vita espressi in una poesia musicale e metaforica, ma con un apparente tono realistico (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “Retorica biblica su temi religiosi o profani, forza metaforica ed emozione nella cadenza poetica di Mistral”.
Augusto Roa Bastos
(Asunción, Paraguay, 1917- 2005)
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“Roa Bastos è lo scrittore paraguaiano con la maggiore proiezione internazionale. Ha ottenuto il Premio Cervantes e molti altri riconoscimenti. Fu uno dei precursori del “boom della letteratura latinoamericana” degli anni 60 e 70. Iniziò la sua produzione letteraria scrivendo poesie. Successivamente concentrò la sua attività creativa sul genere narrativo, ma pur non pubblicandole subito, continuò sempre a scrivere versi. La sua espressione, piena di vividi ricordi del paesaggio paraguaiano e della mitologia guaraní, ricrea dall’estero (il suo esilio durò trentacinque anni) il territorio natale con i propri valori identitari e temi universali (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “Prossimità alla sua terra dall´esilio e risonanze universali nell’espressione di Roa Bastos”.
Susy Delgado
(San Lorenzo, Paraguay, 1949)
“La poesia di Susy Delgado, vincitrice del Premio Nazionale di Letteratura (2017), è caratterizzata da due segni indelebili: il bilinguismo e la presenza della cultura guaraní come fulcro semantico. Ma lungi dall’essere regionalista, la sua poesia associa ambiti del particolare con l’universale. I suoi temi ricorrenti sono: la memoria e la sofferenza causata dall’ingiustizia sociale, ma anche la forza della tenacia, la vitalità delle tradizioni (come quella guaraní che persiste nei secoli), la condizione delle donne e le loro lotte, il tema amatorio e la riflessione sulla voce poetica. Quest´ultima appare nella sua opera in modo intermittente, ma non secondario (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “Bilinguismo, cultura autoctona e condizione umana nell’espressione di Susy Delgado”.
Mario Benedetti
(Paso de los Toros, Tacuarembó, Uruguay, 1920 – Montevideo, 2009)
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“Mario Benedetti è uno degli autori contemporanei più letti in lingua spagnola. Ha vinto, tra molti altri, il Premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana. In poesia, la sua antologia Inventario uno contava 77 edizioni quando fu pubblicato il suo Inventario dos. Alla 23a edizione di quest´ultimo uscì l´ Inventario tres, con le sue ultime poesie. Tutti e tre gli Inventari continuano ad essere rieditati. Benedetti consolidò nella poesia latinoamericana lo sguardo che riscopre la quotidianità, con uno stile caratterizzato dalla leggerezza espressiva e dall’assenza di ermetismo. Attraverso il registro colloquiale e il tono ironico-umoristico, le sue metafore scuotono il lettore soprattutto quando passano da un tono simpatico ad uno acido e corrosivo (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “Benedetti: poesia che scuote con leggerezza espressiva”.
Circe Maia
(Montevideo, Uruguay, 1932)
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“Circe Maia ha pubblicato circa trenta libri e ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Internazionale García Lorca (Spagna, 2023) e il Premio Nazionale del Ministero della Cultura (Uruguay, 2015). Attraverso una scrittura chiara, sobria, ma anche con elementi ludici, la sua poesia è caratterizzata dalla presenza di sensazioni che producono circostanze in cui risuonano temi filosofici. Tra i più frequenti: il tempo e proiezioni di istanti particolari nella memoria, la potenza espressiva del linguaggio e i suoi limiti, i rapporti contraddittori del soggetto con il mondo e la sua percezione di oggetti piccoli o immensi, naturali o prodotti dall’uomo, sempre in funzione di una comprensione non solo razionale dell’esistenza (…)”.
Di Serrani, Silvana (frammento del suo saggio ancora inedito): “La quotidianità profonda e commovente nel linguaggio sobrio di Circe Maia”.





